Condanna di Libera della Valle di Suessola per l'ennesimo atto intimidatorio
I rappresentanti del presidio Libera della Valle di Suessola, condannano fortemente l’atto intimidatorio avvenuto nel cuore della notte, tra domenica e lunedì,ai danni di uno stabile in costruzione a Santa Maria a Vico. E’ stata fatta scoppiare una bomba,provocando danni al cantiere i cui proprietari appartengono ad una famiglia abbastanza conosciuta anche dalle autorità giudiziarie. Per fortuna nessun ferito e nessun danno per le abitazioni confinanti ma la paura è stata tanta. Questo episodio purtroppo segue a distanza di mesi altri atti intimidatori successi a macchia di leopardo sull’intero territorio della Valle di Suessola. Quasi a rimarcare il messaggio di una criminalità che si riorganizza e si riafferma, che controlla e mostra i muscoli, un messaggio sconcertante che ci riporta indietro negli anni quando le nostre terre subivano e procuravano lutti e che dovrebbe indignarci e preoccuparci enormemente. Episodi questi che devono far riflettere l’intero territorio della Valle di Suessola perché è la prova di una drammatica consapevolezza negata, una atavica sottovalutazione del fenomeno criminale che non è mai stato percepito come deterrente per lo sviluppo sociale del territorio. E non lo è stato nè per la maggioranza dei cittadini nè per le istituzioni. Di camorra di racket di illegalità se ne parlava poco prima, se ne parla per niente adesso,nonostante le bombe, le tante piazze di spaccio,i tanti locali per il gioco d’azzardo, le collusioni nel mondo della politica, nonostante il proliferare di una subcultura criminogena che ritroviamo nel linguaggio di molti adolescenti. La criminalità organizzata è un tema che non trova spazio nelle discussioni istituzionali,quasi come se a non parlarne la si cancellasse. E invece no, la camorra esiste e fa affari, in altre terre così come da noi e ogni tanto si fa sentire per ricordarci che resiste che trova sempre nuove leve pronte a fiancheggiarla, che occupa gli spazi che vuole perché nessuno vede e nessuno parla , perché pochi hanno la forza del coraggio nonostante gli spari e le bombe. E in questo particolare contesto storico,attraversato da una profonda crisi economica le criminalità attecchiscono in modo diffuso e si rafforzano facendo leva sulla povertà culturale e sul malessere dilagante. Per questo non basta indignarsi solo, serve reagire, serve impegnarsi per affermare i valori della legalità , serve partecipare e sviluppare una sana coscienza di cittadinanza attiva . Non c’è bisogno di essere eroi per contrastare il rafforzarsi della cultura camorrista, lo si fa nell’agire quotidiano nel chiedere la garanzia ed il rispetto dei diritti fondamentali per tutti, come ci insegna la Costituzione. Lo si fa chiedendo alle istituzioni un attivismo in materia di contrasto alle criminalità organizzate che non sia solo demagogica punizione ma prevenzione e azioni positive di politiche volte allo sviluppo dell’intera area. Bisogna rendersi conto che, al di là dei proclami di qualcuno, non è con la sola repressione che si può arginare il problema della criminalità organizzata, c’è la necessità di ridare la dignità e la speranza a chi non vede oltre la linea di demarcazione,per far si che venga a mancare ai criminali l’acqua dove poter pescare. E’importante creare condizioni tali che risultino positive per la riaffermazione della fiducia in se stesso e nei propri simili e che le istituzioni non vengano percepite come altro da se ma essenza della comunità e del vivere collettivo. Bisogna spingere gli attori sociali affinchè creino contesti utili per un cambiamento reale che trasformi l’indifferenza e l’omertà in impegno e denuncia. Noi ci siamo per poter creare insieme momenti di interlocuzione e di confronto necessari ad orientare una diversa generazione verso nuove visioni del futuro dove a nulla serve mostrare la forza della sopraffazione.
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