E poi arriva lui: Carlo Petrella, il sociologo fondatore della Locanda del Gigante e racconta come è nato il  nome  del centro di recupero tossicodipendenti  e dei detenuti fine pena per reati connessi allo spaccio di stupefacenti."Lo abbiamo deciso insieme, io ed i ragazzi. Inizialmente volevamo chiamarlo “la locanda dei nani”, perché ognuno di noi si sentiva un nano. Poi abbiamo capito che i nani, insieme, l’uno sull’altro, confidando l’uno nell’altro, possono diventare un gigante. Così è nata la locanda del gigante. È il luogo delle favole". Lo racconta in piazza Castra Marcelli a Cancello Scalo durante la manifestazione "Eplibriamoci" organizzata dalla locale Pro Loco che, interpretando i sentimenti di gratitudine dell'intera comunità di Valle di Suessola, gli ha conferito la Medaglia d'Oro per la straordinaria opera di recupero e di reinserimento sociale dei ragazzi che passano dalla sua Locanda, l' ha consegnata l'on.Marianna Iorio.Ha ringraziato e lanciato un appello ai presenti, ovvero, di comprare il libro delle favole ai propri figli e, prima di salutare, ha raccontato la favola dell'elemento più forte del mondo: l' amore, pilastro della sua vita, pilastro della Locanda del Gigante. Le favole aiutano a guarire, grazie Carlo, perché ci fai credere nelle favole.
Giusy de Simone