Mons. Antonio Di Donna, vescovo di Acerra "richiama" i cittadini di San Felice a Cancello a riscattare il loro territorio e lo fa nella piazza centrale, stracolma, durante la celebrazione della messa in onore di Maria SS. Immacolata. "Non votate chi vi fa i piaceri perché non porta a nulla, non ha portato a nulla. E a voi che avete le mani su questa città dico di fare un passo indietro perché da un momento all'altro dovete lasciare tutto, così come abbiamo ascoltato dalla lettura del vangelo che abbiamo letto stasera - parole durissime, un messaggio chiaro per chi dovrà provare a risollevare le sorti di San Felice a Cancello, il comune poi popolato della Valle di Suessola - Sono Vescovo di questa diocesi da nove anni ed ho assistito alla instabilità amministrativa di questo paese. San Felice è rimasto l'unico Comune che non riesce a risollevarsi. Il paese è nelle mani di pochi, faccio appello ai cattolici, uomini e donne, ma soprattutto ai giovani di buona volontà affinché alzino la testa e si sveglino dell'indifferenza. Questo paese ha tante forze sane che io chiamo a raccolta. Vi esorto a scendere in campo, a prendervi cura del bene comune e non degli interessi personali". Con coraggio, il vescovo di Acerra, mons. Antonio Di Donna ha esortato la cittadinanza sanfeliciana ad esprimere il voto in assoluta libertà di scelta e nel rispetto della legalità. San Felice a Cancello non può essere fanalino di coda della Valle di Suessola, di cui un tempo era il faro, non lo merita la sua storia, non lo merita il suo popolo, non lo meritano le generazioni future.
Il vescovo Di Donna: "Non votate chi vi fa i piaceri perché non porta a nulla, non ha portato a nulla. E a voi che avete le mani su questa città dico di fare un passo indietro"
Mons. Antonio Di Donna, vescovo di Acerra "richiama" i cittadini di San Felice a Cancello a riscattare il loro territorio e lo fa nella piazza centrale, stracolma, durante la celebrazione della messa in onore di Maria SS. Immacolata. "Non votate chi vi fa i piaceri perché non porta a nulla, non ha portato a nulla. E a voi che avete le mani su questa città dico di fare un passo indietro perché da un momento all'altro dovete lasciare tutto, così come abbiamo ascoltato dalla lettura del vangelo che abbiamo letto stasera - parole durissime, un messaggio chiaro per chi dovrà provare a risollevare le sorti di San Felice a Cancello, il comune poi popolato della Valle di Suessola - Sono Vescovo di questa diocesi da nove anni ed ho assistito alla instabilità amministrativa di questo paese. San Felice è rimasto l'unico Comune che non riesce a risollevarsi. Il paese è nelle mani di pochi, faccio appello ai cattolici, uomini e donne, ma soprattutto ai giovani di buona volontà affinché alzino la testa e si sveglino dell'indifferenza. Questo paese ha tante forze sane che io chiamo a raccolta. Vi esorto a scendere in campo, a prendervi cura del bene comune e non degli interessi personali". Con coraggio, il vescovo di Acerra, mons. Antonio Di Donna ha esortato la cittadinanza sanfeliciana ad esprimere il voto in assoluta libertà di scelta e nel rispetto della legalità. San Felice a Cancello non può essere fanalino di coda della Valle di Suessola, di cui un tempo era il faro, non lo merita la sua storia, non lo merita il suo popolo, non lo meritano le generazioni future.
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