Valle Suessola/Caudina. Nuovo rinvio, nuova protesta.  Decine di cittadini e rappresentanti di comitati civici si sono ritrovati ieri mattina presso la stazione di Arpaia per manifestare contro l’ulteriore slittamento della riapertura della tratta ferroviaria della Valle Caudina. Presenti solo pochi sindaci del territorio, mentre a prevalere è stata la partecipazione della società civile.

L’annuncio ufficiale, arrivato nei giorni scorsi tramite un comunicato di EAV (Ente Autonomo Volturno), ha spostato la data della riattivazione della linea alla fine del 2026, scatenando lo scontento diffuso di pendolari, studenti e lavoratori che da anni attendono il ripristino di un collegamento ferroviario fondamentale.

"È inaccettabile che una linea strategica come quella della Valle Caudina resti bloccata per così tanto tempo - ha dichiarato Clemente Affinita, Assessore ai Trasporti del Comune di Santa Maria a VVio - . Il territorio è stanco di promesse non mantenute. Serve chiarezza, trasparenza e una data certa. La gente ha bisogno di certezze, non di continue proroghe".

Molti dei presenti hanno raccontato le difficoltà quotidiane legate all’assenza del servizio ferroviario: ore perse in autobus sostitutivi, disagi nei collegamenti con Napoli e Benevento, ricadute economiche su famiglie e attività locali. Al momento, il comunicato EAV fornisce il solito  cronoprogramma operativo, spostato di un anno . Restano quindi forti le preoccupazioni sul rispetto della nuova scadenza.  Durante la protesta per la riapertura della tratta ferroviaria della Valle Caudina, si è verificato un fatto clamoroso: l’assenza dei sindaci dei Comuni attraversati dalla linea.

A eccezione dei sindaci di Forchia, Arpaia e Moiano nessuno ha ritenuto opportuno essere presente.

Eppure, si trattava di una mobilitazione nata dal disagio reale di pendolari, studenti, lavoratori. Di fronte a un territorio dimenticato, serviva unità, non silenzio.

 Chi rappresenta una comunità ha il dovere di esserci, soprattutto nei momenti difficili.

L’assenza pesa. E lascia spazio alla sfiducia.