Una nuova istanza arriva al Governo da parte degli Operatori Socio-Sanitari (OSS), categoria spesso definita “la spina dorsale dell’assistenza”, ma che negli ultimi anni lamenta una crescente marginalizzazione normativa. A farsi portavoce delle loro istanze è Raffaele Diglio, Operatore Socio-Sanitario con lunga esperienza sindacale e attuale rappresentante CISL FP Caserta, che ha indirizzato una lettera ufficiale alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al Ministro della Salute Orazio Schillaci e al Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

La richiesta: estendere agli OSS la detassazione degli straordinari al 5%

Nella Legge di Bilancio 2025, la detassazione delle ore di lavoro straordinario con aliquota ridotta al 5% è stata riconosciuta solo a medici e infermieri, in considerazione delle difficoltà generate dalla turnistica, dalla carenza di personale e dall’aumento dei carichi di lavoro.

Gli OSS, tuttavia, sono rimasti esclusi. Un’esclusione che Diglio definisce “ingiustificata”, considerando il ruolo centrale della categoria all’interno del Servizio Sanitario Nazionale. Gli Operatori Socio-Sanitari lavorano infatti nei reparti ospedalieri, nei servizi territoriali, nelle ambulanze del 118, nei Pronto Soccorso, nelle sale operatorie e negli ambulatori, contribuendo in modo decisivo alla continuità assistenziale.

Un pilastro del sistema sanitario

“Il Servizio Sanitario Nazionale si regge sull’impegno sinergico di tutte le figure professionali”, scrive Diglio. Escludere gli OSS da misure di sostegno economico — aggiunge — rischia di demotivare una categoria già sottoposta a carichi di lavoro pesanti e spesso senza un adeguato riconoscimento economico e professionale.

La richiesta al Governo è chiara: inserire gli OSS nella detassazione degli straordinari al 5% nella Legge di Bilancio 2026, in linea con quanto già previsto per gli infermieri.

La questione della valorizzazione professionale

Oltre alla misura fiscale, la lettera solleva un tema ancora più ampio: la necessità di avviare un percorso di evoluzione e valorizzazione professionale degli OSS, superando l’attuale collocazione nel “ruolo tecnico di interesse sanitario”, considerata fonte di continue contraddizioni e di esclusioni normative.

Per Diglio, riconoscere il valore degli OSS non significa sminuire altre figure sanitarie, ma rafforzare l’intera filiera dell’assistenza, migliorando la qualità dei servizi e la stabilità del sistema.

L’appello finale al Governo

Nelle conclusioni, il rappresentante sindacale esprime fiducia nella sensibilità dell’Esecutivo e auspica un intervento concreto già nella prossima manovra economica:

“Garantire equità fiscale e riconoscimento professionale agli OSS significa rafforzare l’intero Servizio Sanitario Nazionale.”