Santa Maria a Vico. Nonostante le millantate promesse è ancora vivo il disagio trasporti. A tal riguardo abbiamo intervistato l'assessore ai Trasporti del comune


di Santa Maria a Vico, Clemente Affinita.

Le aree interne sono state descritte attraverso la lente della rassegnazione, come territori quasi rassegnati allo spopolamento. C'è davvero un destino già scritto?

​"Assolutamente no. Per troppo tempo si è parlato dei Comuni delle aree interne come di territori destinati, prima o poi, allo spopolamento. Io credo, invece, che nessuna comunità debba essere considerata condannata al declino. I nostri paesi custodiscono storia, identità, cultura e un patrimonio umano che non sono un peso, ma una risorsa preziosa per l'intero Paese".

​Per invertire questa rotta, però, servono fatti concreti. Da dove si deve ripartire per bloccare l'isolamento?

​"La chiave di volta sono le infrastrutture. Ogni investimento che migliora i collegamenti tra i territori assume un valore strategico profondo: significa concretamente favorire il diritto allo studio per i nostri ragazzi, sostenere il lavoro, creare nuove opportunità e, soprattutto, contrastare l'isolamento che per anni ha soffocato queste terre".

​Guardando alla mappa dei trasporti locali, quali sono le priorità assolute per questo territorio?

​"Ci sono due nodi cruciali. In quest'ottica, l'auspicata riattivazione della linea ferroviaria Cancello–Benevento rappresenterebbe un passaggio fondamentale per la Valle Caudina e la Valle di Suessola, restituendo finalmente un collegamento essenziale a migliaia di cittadini che ogni giorno devono spostarsi. Allo stesso modo, la realizzazione della superstrada Marcianise–Benevento costituirebbe un'infrastruttura strategica per migliorare l'accessibilità delle aree interne, sostenere la competitività delle nostre imprese e favorire nuove e concrete prospettive di sviluppo".

​Cosa chiede, in definitiva, la politica locale agli organi di governo superiori?

"Le aree interne non chiedono privilegi o favori, ma semplicemente pari opportunità rispetto alle grandi aree urbane. Il compito della politica non deve essere quello di amministrare il declino con rassegnazione, bensì quello di creare le condizioni strutturali affinché ogni territorio possa esprimere al massimo le proprie potenzialità".