​Il fenomeno del "nastro tagliato" su progetti finanziati dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) è pane quotidiano per la cronaca locale.  Molti sindaci stanno accelerando i cantieri per farli coincidere con le scadenze elettorali, rischiando però di trascurare la qualità dell'opera pur di capitalizzare il consenso. Tutto parte dal solito post sui social con il rendering del progetto e il sindaco che annuncia con orgoglio: "Abbiamo ottenuto milioni per la nostra città".  Stiamo costruendo "cattedrali nel deserto" che avranno costi di manutenzione insostenibili per i comuni una volta finiti i fondi europei.

Spesso si preferisce il "progetto vetrina" rispetto a riforme strutturali meno visibili ma più necessarie.

Strade e asili sono i due cavalli di battaglia preferiti dai sindaci perché hanno un impatto immediato sulla vita dei cittadini e, soprattutto, portano voti facili.

​Ecco perché queste due categorie sono così gettonate: ​"Asilo Nido: il "Fiore all'occhiello", quante volte lo abbiamo letto ultimamente.

​Il PNRR ha stanziato miliardi per il potenziamento dei servizi d'istruzione.

Inaugurare un asilo comunica attenzione alle famiglie e al futuro, è l'immagine perfetta per la campagna elettorale.

​Il rischio nascosto: molti comuni stanno costruendo l'edificio (pagato dall'Europa), ma non sanno come pagheranno gli stipendi delle maestre e le bollette tra due anni, dato che quelle spese spettano al bilancio comunale.

​Anche che se il PNRR dovrebbe puntare sulla "transizione ecologica" (quindi più ferrovie e piste ciclabili), molti fondi sono stati dirottati sulla manutenzione e ammodernamento  delle strade. 

​Perché è l'opera pubblica più visibile in assoluto, 


una  strada riasfaltata, soprattutto se principale, tutti la vedono la mattina dopo.

​Spesso vengono spacciati per "grandi opere" dei semplici lavori di manutenzione straordinaria che il Comune avrebbe dovuto fare comunque anni fa con i propri soldi.

​Bisogna distinguere il merito dalla propaganda.

Molti sindaci stanno inaugurando opere che erano già nei piani triennali da anni e che sono state semplicemente "traslocate" sotto il cappello del PNRR per liberare il bilancio. Il vero merito  si vedrà nel 2027, quando i nastri saranno tagliati e resteranno i servizi (o i costi). 

GIDESI