Mentre una nube perenne avvolge il paesaggio, i residenti chiedono tutele per la salute dei più piccoli. Esposti inviati anche alle massime autorità dello Stato, ma il polverone non si dirada.
NOLA – Le immagini parlano da sole. Nelle foto il profilo delle colline di Polvica, sul versante del comune di Nola, appare quasi spettrale, inghiottito da una fitta e densa nube grigia. Non si tratta di nebbia, né di un fenomeno meteorologico stagionale: è la polvere sollevata dalle attività estrattive delle cave locali, una minaccia quotidiana e invisibile che sta esasperando l'intera comunità .
Ciò che rende la situazione non solo insostenibile, ma drammaticamente urgente, è la vicinanza di queste attività ai luoghi più sensibili del territorio. A ridosso dell'area interessata dalle polveri sorge infatti il polo scolastico della frazione, che ospita quotidianamente bambini e ragazzi: dall'asilo alle scuole elementari, fino alle medie.
I residenti e i genitori sono comprensibilmente allarmati. Con le finestre costrette a rimanere sbarrate e l'aria resa pesante dai residui dell'estrazione, il diritto alla salute e quello allo studio sembrano entrare in rotta di collisione. "L' attenzione su queste attività dovrebbe essere massima, specialmente quando ci sono di mezzo dei minori", lamentano i cittadini.
La battaglia della comunità di Polvica, frazione che di divide tra Nola e San Felice a Cancello, non è nuova. La criticità ambientale è stata segnalata e documentata a più riprese nel corso degli anni alle autorità locali e regionali. Di recente il caso è stato portato all'attenzione dei vertici istituzionali campani inviando una formale segnalazione anche all'onorevole Roberto Fico."Non possiamo più respirare questa polvere, è dannosissima per noi e soprattutto per i nostri figli," dichiara uno dei residenti della zona, indicando il panorama catturato nelle immagini allegate.

