Santa Maria a Vico. Se la fede e la partecipazione popolare attorno ai riti religiosi per la Madonna Assunta hanno confermato un legame viscerale e indiscutibile con la tradizione, a festa finita è il bilancio degli eventi civili a sollevare critiche e polemiche a Santa Maria a Vico. Il contrasto tra la solennità religiosa e la gestione del cartellone festivo è stato piuttosto stridente.
Le critiche sollevate: il disagio degli animali, costretti a sfilare con i carri votivi e a sostare per ore sotto le temperature roventi di metà agosto, una pratica che molti chiedono ormai di rivedere o regolamentare con maggiore severità per evitare forme di vero e proprio maltrattamento; i fuochi d'artificio e spettacoli pirotecnici ripropongono il tema dell'inquinamento atmosferico e acustico; il volume e il chiasso delle giostre, protrattisi oltre i limiti consentiti, la percezione di un "libera tutti" dopo la mezzanotte, dovuta alla mancanza di controlli, la piaga del parcheggio selvaggio che ha spesso creato problemi di viabilità, ma, l'accusa più pesante rivolta agli organizzatori riguarda
la qualità dell'offerta culturale e di intrattenimento. Il programma civile è stato bollato da molti come "piatto, monotono e privo di inventiva", un deprimente "copia e incolla" delle edizioni passate che rischia di svuotare di attrattiva una delle ricorrenze più importanti del territorio.
