San Felice a Cancello. Parlare di «anni di immobilismo» o di cose fatte «per la prima volta nella storia» di San Felice a Cancello è facile. Più difficile è riconoscere che molte opere inaugurate oggi sono nate da progetti avviati prima. Il nastro si taglia in un giorno, ma il lavoro che c’è dietro richiede anni.

Quanto alla definizione agevolata dei tributi locali, l’ho sollecitata da cittadino, perché la legge lo consente e tante famiglie ne hanno bisogno. Il merito non è mio: è di una comunità che l’ha chiesto con forza.

Lo dico senza polemica e senza rancore: tutti, qualunque sia la loro condizione economica, sociale o lavorativa, hanno il diritto di dire la loro sul futuro della nostra città. Chi amministra dovrebbe ascoltare le proposte, non chiedersi chi le fa, né cercare di intimorire o zittire chi le avanza.

Chi governa, piuttosto, non dovrebbe temere il passato, ma le risposte che non arrivano. La zona industriale è ferma e i progetti restano bloccati. L’ospedale è sempre più fermo, lasciato in balìa delle onde. Le strutture scolastiche non sono adeguate ai bisogni dei nostri ragazzi. A Cancello Scalo e Polvica la vivibilità e la qualità dell’aria passano in secondo piano, mentre sulle aree da bonificare tutto tace. Intanto si spendono soldi per piazze più brutte e meno funzionali di prima, come piazza "Giovanni XXIII" e "Castra Marcelli".

Chi parla sempre del passato lo fa per non parlare del presente. E la gente lo ha capito.

Prima o poi il vento cambia. Lo dimostra quello che sta accadendo in Italia e in Europa: i giovani chiedono di essere ascoltati e di contare. Condanniamo con fermezza ogni forma di violenza, ma quella voce va accolta, non ignorata. I giovani non sono il futuro: sono già il presente. Mi auguro che portino una nuova classe politica, più brillante, più equa, più solidale e più vicina alle persone, con una visione chiara della città. Sarò il primo a sostenerla.

I meriti non diventano esclusivi per decreto. Le responsabilità sì: quelle di oggi sono di chi amministra oggi.

Chiudo qui, per non far perdere altro tempo agli assessori: la città ha bisogno di delibere, non di post.

Dott. Giovanni Ferrara