La fede. Qualcosa di misterioso, intangibile, astratto ma allo stesso tempo concreto. Un qualcosa maturato in noi per favorire la vita. Per sollevarci dagli innumerevoli dolori che questa affligge, guidarci sui binari corretti della società e soprattutto della nostra umanità. Troppo spesso invece, usata per giustificare la morte. La morte della coscienza.

La piazza, storicamente, è sempre stata un luogo di unione in tal senso. Uomini del passato, uomini veri di chiesa, hanno sempre fatto in modo di mettere la loro esperienza e soprattutto il loro amore al servizio della comunità. L'ipocrisia è sempre alle porte di qualsiasi edificio, la chiesa non è affatto esente da ciò ma nonostante tutto, le persone, anzi, gli uomini veri, che si sono succeduti ad amministrare le anime delle piccole comunità hanno sempre fatto in modo di andare a cercare le pecorelle che si erano davvero smarrite. Perché è questo ciò che fa un uomo di chiesa. Ti cerca, ti accoglie,Ti conforta,Ti salva. 

In alcuni casi,  l'evoluzione da missione a mestiere ha fatto in modo che si perdesse il senso reale dei valori di comunità. Le persone non vengono più unite ma lasciate a se, perché utilizzate come sistema per il proprio ego, alimentato da una cortina di inganni presentate sottoforma di falsi sorrisi. Non si tratta più di una gestione genuina e onesta ma di un risvolto manageriale della comunità. Come se questa fosse diventata la più fredda delle realtà aziendali, e allora capita di avere a che fare non con un salvatore di anime ma con un prestigiatore capace di trasformare l'amore di queste anime fedeli nelle motivazioni necessari a coprire, probabilmente, la sua voglia di protagonismo, alimentata anche da chi gli è accanto che ha un'immagine della fede totalmente statica e ipocrita. Esattamente come una matrioska, più la apri, più vai a fondo, più uno si accorge della sua piccolezza. 

A volte bisognerebbe fermarsi un attimo, riflettere sulla missione che ci è stata affidata e al motivo che ci spinge a perseguirla. Perché, quando il motivo è legato, talmente lapilassiano da sfiorare la patologia, ai soli interessi terreni è evidente che non si tratta, come sopracitato, più di missione ma di mestiere, e quindi siamo solo dei mestieranti.

Inviterei questi mestieranti  a restituire la comunità al gregge, che ne è il vero protagonista.



Elle