Santa Maria a Vico. I punti chiave delle misure precauzionali post-incendio ad Airola, divieto di esposizione e vendita di alimenti all'aperto, porte/finestre chiuse, ec, innescano una contraddizione evidente tra le prescrizioni sanitarie/comunali e la realtà della fiera settimanale.
A questo punto ci si chiede:
-se il mercato del 6 settembre fosse stato preventivamente autorizzato a svolgersi;
-se fosse stata effettuata una valutazione specifica della compatibilità del mercato con l'ordinanza;
-quali disposizioni siano state impartite agli operatori commerciali;
-se siano stati effettuati controlli sui banchi di ortofrutta, pesce e altri alimenti;
-se siano stati impartiti ordini di rimozione/copertura degli alimenti eventualmente esposti;
-chi abbia effettuato la vigilanza e con quale esito.
Se il mercato poteva regolarmente svolgersi, l'Amministrazione dovrebbe spiegare pubblicamente sulla base di quali valutazioni sanitarie.
Se invece l'esposizione all'aperto di determinati alimenti non era consentita, occorre capire perché non sia stata impedita o regolamentata.
Non chiediamo allarmismo. Chiediamo coerenza, trasparenza e tutela della salute pubblica.
In una situazione nella quale la stessa Amministrazione richiama il principio della massima precauzione, le regole devono essere chiare e soprattutto devono essere applicate.
La salute dei cittadini viene prima di qualsiasi altra considerazione.
