Cancello Scalo (CE). Dopo le rassicurazioni ufficiali di agosto, la determina dirigenziale del Comune di San Felice a Cancello autorizza l'abbattimento di 24 piante per 48.800 euro. Il Comitato Civico “Vivere” ha inviato diffida e istanza di sospensione in autotutela, ma i tagli non si fermano. Ribadita la richiesta di stop immediato, trasparenza sulle perizie e tutela ecologica.

San Felice a Cancello (CE) – Sale la protesta e la preoccupazione della comunità locale di Cancello Scalo per la gestione del verde pubblico e del patrimonio arboreo scolastico. Nonostante la diffida urgente e l’istanza di sospensione in autotutela inoltrate nei giorni scorsi dal Comitato Civico “Vivere” al Comune di San Felice a Cancello, in data odierna i lavori di abbattimento sono andati avanti, segnando un ulteriore strappo nel dialogo con la cittadinanza.

Al centro della contestazione c'è la Determinazione Dirigenziale N° RCG 633/2026 del 16/10/2026, con cui il Comune ha affidato alla Ditta Papa Raffaele un intervento di "somma urgenza" dall'importo di 48.800 euro (IVA inclusa) per l’abbattimento di ben 24 alberi, oltre a potature e messa in sicurezza presso l'area dell'Istituto Comprensivo "Aldo Moro" - Plesso Cancello Scalo.

Una decisione che lascia sconcertata la comunità, specialmente alla luce dei recenti riscontri istituzionali. «Soltanto il 10 luglio scorso avevamo chiesto chiarimenti ufficiali al Comune sull'abbattimento di 6 alberi e sulla necessità di una perizia tecnica a supporto», dichiara il Comitato Civico “Vivere”. «Nella risposta fornita il 6 agosto, l’Ufficio Ecologia assicurava espressamente che non era previsto alcun ulteriore abbattimento oltre all’esemplare caduto a maggio. A distanza di due mesi ci troviamo invece di fronte a un'ordinanza drastica per il taglio di 24 alberi, con le prime operazioni avviate il 17 ottobre e proseguite inesorabilmente anche oggi, nonostante le nostre formali segnalazioni. Come si spiegano comunicazioni così palesemente contrastanti?»

Oltre al mancato coinvolgimento della cittadinanza e alle palesi contraddizioni istituzionali, il Comitato evidenzia un’ulteriore grave lacuna: l'assenza assoluta di una visione di tutela ecologica e di interventi conservativi del patrimonio vegetale. Nel provvedimento ci si limita ad autorizzare una drastica misura eliminatoria senza aver preventivamente valutato soluzioni di cura, potatura mirata o messa in sicurezza delle alberature esistenti. Questo approccio unicamente distruttivo determina un depauperamento definitivo ed evitabile del patrimonio verde scolastico e dell'ambiente urbano, in un territorio già fortemente penalizzato in passato da tagli systematically eseguiti.

Nelle azioni intraprese, il Comitato Civico “Vivere” ha formalizzato:

Un'istanza di Accesso agli Atti (PEC del 20/10/2026, prot. n. 0017807/2026) per ottenere ed esaminare integralmente la relazione tecnico-agronomica citata nella determina e anche il contratto e il capitolato con la ditta appaltatrice.
Una diffida e richiesta di sospensione immediata in autotutela indirizzata al Sindaco e al Responsabile del Settore Ambiente, inviata per conoscenza anche alla Dirigente Scolastica, alla Prefettura di Caserta, al Comando Carabinieri Forestali, all'ARPA Campania e ai Settori Regionali competenti;
Il preavviso di ricorso d'urgenza al TAR Campania e l'esposto alle autorità competenti qualora gli abbattimenti non vengano fermati immediatamente per consentire l'ostensione dei documenti e le opportune verifiche tecniche.
«La sicurezza degli alunni, del personale scolastico e dei cittadini è indubbiamente la priorità assoluta», conclude il Comitato. «Tuttavia, la sicurezza non può diventare un pretesto per interventi privi di trasparenza, sproporzionati e devastanti per il nostro ecosistema.

Il fatto che i tagli stiano proseguendo senza attenderne il dovuto approfondimento è un segnale grave.

Oggi sono stati abbattuti quasi 10 alberi.

Per questo rivolgiamo un appello accorato a tutte le associazioni del territorio, ai comitati e a ogni singolo cittadino: non restiamo in silenzio. Facciamo sentire la nostra voce, facciamo rete sul territorio, siamo comunità.»